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BAGNOLI
DEL TRIGNO - a carnevale -
“I 12 MESI DELL'ANNO”
Il
Carnevale di Bagnoli del Trigno è molto particolare e nel
Molise trova paragone solo nella manifestazione dei
“mesi” di Cercepiccola: non è solo una sfilata di
carri allegorici che riproducono metaforicamente i dodici
mesi dell’anno. Il contorno è un insieme di personaggi
stravaganti ripresi, a metà, da figure storiche e
sociali, a metà venuti fuori da fiabe o racconti strambi.
Ed il fascino sta tutto qui, nella creazione di un mondo
favoloso che solo nello scadenziario dei mesi trova un
appiglio per la realtà.
CERCEPICCOLA
- a carnevale - “I
12 MESI DELL'ANNO”
Il
carnevale dei "Mesi" di Cercepiccola è la
manifestazione culturale-tradizionale più nota ed
antropologicamente interessante del comune, anche se viene
organizzata, spesso, con un certo intervallo di anni tra
un'edizione e l'altra. E’ una sfilata - recita di
personaggi incarnanti le allegorie dei mesi dell'anno,
attorniati da una ridda di altri protagonisti:
innanzitutto il "nonno" (il secolo), il
"padre" (l'anno) e le stagioni. Poi il
presentatore, il maestro e l'orchestra, i "cenciunari"
(gli straccioni). Spiccano i due "pulcinella"
che, inevitabilmente, vivacizzano l'insieme. Ogni
personaggio giunge a cavallo, accompagnato da uno
scudiero. La manifestazione, che durante il giorno, a
partire dalle 10 del mattino, viene ripetuta quattro volte
in quattro diversi punti del paese, viene annunciata dai
Pulcinella e dai banditori. Poi appaiono i "cenciunari"
che posizionano la propria bancarella nella quale , tra le
merci di vendita, espongono cianfrusaglie di ogni tipo. Il
presentatore dà inizio alla drammatizzazione. Arriva
l'orchestra e subito dopo prende il via la festa, con
testi appropriati per ognuno dei mesi-personaggi.
L'abbigliamento dei protagonisti è una delle particolarità
più interessanti dell'insieme. Oltre a normali frac, veli
e mantelli, spiccano corpetti addobbati con spille ed
altri oggetti pendenti d'oro, per un peso complessivo non
inferiore al chilo e non superiore ai due.
ROCCHETTA
A VOLTURNO - (Fraz. Castelnuovo) a carnevale -
“IL CERVO”
Nel
periodo del Carnevale la piazzetta della frazione
Castelnuovo diventa palcoscenico per una delle
drammatizzazioni in maschera più note del Molise:
"il Cervo". Mentre nella piazza restano solo gli
ultimi artigiani a completare il lavoro giornaliero e
qualche paesano si affretta a tornare a casa prima che
sopraggiunga la notte, si leva un urlo : "gli
cierv’ ". Il silenzio di terrore viene rotto dal
fragore dell’animale (reso da un attore coperto da pelli
e con grandi corna) che al suo passaggio distrugge ciò
che trova. Prorompe sulla piazza ed aggredisce gli
artigiani che si difendono come possono. Il suo furore
viene lenito da una giovane cerva con la quale inizia una
lunga e tenera danza d’amore. Poi arriva Martino, uno
strano personaggio con cappello a punta, che immobilizza i
due cervi e li lega. Ma a poco servono i lacci: ben presto
i due si liberano e le distruzioni riprendono in modo
veemente. Il
frastuono di uno sparo irrompe nella piazza: è un
cacciatore che, ammazzandoli, ferma i cervi. Ma poco dopo
lo stesso cacciatore sussurra qualcosa alle orecchie delle
due bestie che rinsaviscono e tornano tranquille alla
montagna. La manifestazione è annualmente seguita da una
splendida cornice di pubblico.
TUFARA
- a carnevale -
“LA MASCHERATA DEL DIAVOLO”
Il
"diavolo" è il protagonista assoluto
dell'ultimo giorno di Carnevale.Si tratta chiaramente di
una maschera di antica origine il cui valore simbolico non
è ancora stato chiarito. Satana, impersonato da un attore
improvvisato del luogo, e reso come un'indecifrabile
bestia colma di peli, con tanto di tridente, viene
catturato da un gruppetto di uomini, tra i quali dei
frati. Costoro lo incatenano e cercano di condurlo sulla
piazza del paese. Davanti procedono i carcerieri, quindi i
frati. Il demonio urla e lancia improperi, strattona i
suoi custodi, si divincola nel tentativo di liberarsi.
Dalle finestre delle case, che affacciano sulle strade
attraversate, la gente lo provoca e lo insulta. Si va
avanti così per un bel pezzo. Al calar della sera si
giunge in piazza, di fronte al castello, dove un tribunale
popolare è stato preparato per il processo a Carnevale.
Costui ha, tra la gente, i suoi difensori ed i suoi
accusatori: chi gli attribuisce tutti i mali subiti, chi
invece lo assolve e ne enumera tutti i meriti. Ha la
meglio l'accusa. Il fantoccio-carnevale viene condannato a
morte con immediata esecuzione della sentenza. Portato sul
castello, nel momento in cui risuona nell’aria il
fragore di
due colpi di fucile, viene lanciato dalla parte più alta
della cortina muraria. Ma nel frattempo, approfittando
dell'attenzione rivolta da tutt'altra parte, il diavolo
riesce a liberarsi e va a recuperare il corpo del
Carnevale. Facendo in modo di evitare che qualcuno lo
blocchi, porta il fantoccio dall'alto di una rupe e poi lo
scaglia nel vuoto. Quindi si dilegua.
CASACALENDA
- CIVITACAMPOMARANO - COLLETORTO - GAMBATESA - PETRELLA
TIFERNINA - RICCIA - SAN MARTINO IN PENSILIS - TORO - 19
marzo -
“IL CONVITO DI SAN GIUSEPPE”
La
tavola di San Giuseppe è l'avvenimento del 19 Marzo in
vari comuni del Molise (anche in altri non compresi
nell’elenco, in cui , però, la tradizione non è
onorata unanimemente dalla popolazione). In onore della
Santa Famiglia, alcuni nuclei familiari, al cui interno
vengono individuate le figure simboliche di San Giuseppe,
la Madonna e Gesù Bambino, allestiscono nelle proprie
case, ospitando amici, un banchetto caratterizzato dalla
varietà dei "piatti", generalmente a base di
pesce e verdure, il cui numero varia da 13 a 19.
CAMPOBASSO
- il Venerdì
Santo - “VENERDI’
SANTO”
Il
Venerdi' Santo a Campobasso, è reso memorabile e
commovente dalla Processione della Madonna Addolorata e
Gesù Morto. Due cori, uno maschile l'altro femminile,
intonano un testo del Metastasio musicato dal campobassano
De Nigris: è il "Teco vorrei..".
SAN
MARTINO IN PENSILIS - 29/30 aprile – 2 maggio -“CORSA
DEI CARRI”
Il
corpo di San Leo, nel XIII secolo, era conteso da varie
comunità. Sembrando un pò a tutti estremamente difficile
il raggiungimento di un accordo, si convenne di affidare
al caso la difficile scelta. Il corpo del Santo fu
collocato su di un carro trainato da buoi. Questi ultimi
iniziarono il lungo viaggio e finirono per fermarsi a San
Martino in Pensilis. L'evento viene ricordato annualmente
con una corsa di carri trainati da buoi, in onore di San
Leo, il 30 Aprile. La competizione riguarda due fazioni,
quelle dei Giovani e dei Giovanotti. Queste ultime la
mattina del 30 Aprile conducono
i buoi, che vengono allenati per tutto l'anno
precedente alla festa, dal parroco per la benedizione.
Quindi raggiungono il punto sul tratturo dove la corsa
prende il via. Essendo estremamente lungo il percorso, che
si conclude nella piazza del paese, è possibile, durante
il tragitto sostituire i buoi, che all'arrivo, in ogni
caso, giungono stremati. Chi vince la competizione
acquista l'onore di portare in processione la Statua di
San Leo.
ACQUAVIVA
COLLECROCE - 1 maggio - “FESTA
DEL MAJA”
La
Festa del Maja è parte del patrimonio tradizionale, che le popolazioni croate, che migrarono nell’Italia del
Sud, trapiantarono dalla madre patria. Si tratta di un
corteo che percorre tutte le strade del paese, alla cui
testa vi è un personaggio che anima un fantoccio di forma
conica, ricoperto di primizie ed erbe; seguono alcuni
suonatori ed un coro di giovani in abiti folclorici.
URURI
- 3 maggio -“
CORSA DEI CARRI”
In
onore del "Legno della Croce", -un frammento
della croce del Cristo, custodito ad Ururi - si sviluppa
la tradizionale corsa dei carri trainati da buoi, il 3
maggio. In competizione vi sono quattro carri (ognuno è
coadiuvato da un certo numero di cavalieri ed altri
aiutanti) corrispondenti alle fazioni dei GIOVANI,
GIOVANOTTI e CITTADELLA, che dovranno competere su di un
percorso che dall’immediato circondario va a terminare
nel centro abitato. La mattina i carri si portano nei
pressi della chiesa madre, dove ricevono la benedizione
del parroco, quindi si recano sul luogo di partenza. La
disposizione scaturisce dall'ordine di arrivo dell'anno
precedente.
S.
GIULIANO DEL SANNIO - 8/9 maggio, agosto - “I
FUCILIERI DI S. NICOLA”
Il
patrono di San Giuliano del Sannio, San Nicola, viene
festeggiato in due occasioni: l’8 e 9 maggio e ad Agosto
(in onore degli emigranti). La ripetizione è dovuta alla
particolarità dei festeggiamenti: al Santo rendono onore
i fucilieri, in ossequio ad una tradizione che gli
studiosi fanno risalire o ai festeggiamenti per
l’ingresso dei bersaglieri a San Giuliano, nel 1860,
oppure per l’accoglienza alla statua del Santo tributata
nel maggio del 1724. I fucilieri, tutti residenti a San
Giuliano, la mattina della festa partecipano alla S.
Messa. Poi, disposti secondo le regole di un picchetto
d’onore, attendono, fuori, l’uscita della statua per
esplodere colpi di fucile. Subito dopo seguono il Santo
nel corteo, dotati di una propria uniforme. La ripetizione
del rito ad Agosto è dovuta soprattutto al rispetto per
chi partecipa alla cosiddetta asta delle bandiere: in
occasione della festa, infatti, vengono simbolicamente
messe all’asta due bandiere di San Nicola che
rappresentano l’America del Nord e del Sud, i luoghi che maggiormente hanno accolto gli emigranti del paese.
BOJANO
- 2° settimana di maggio - “VER
SACRUM”
Il
Ver Sacrum, la cosiddetta “Primavera Sacra” dei
Sanniti ( un rito consistente nella consacrazione di
gruppi di giovinette e giovinetti che da una comunità
sannitica venivano inviati, al seguito di buoi sacri, a
fondare nuove comunità) praticata dal popolo italico con
il duplice effetto di sfoltire centri sovrabbondanti di
popolazione e di estendere maggiormente
il proprio ceppo sul territorio, viene rivisitata
annualmente a Boiano (città probabilmente nata grazie ad
una “Primavera Sacra”) con una rievocazione storica.
La manifestazione si svolge in un’atmosfera suggestiva
che vede muoversi le comparse, in abiti d’epoca,
nell’adeguata scenografia dei tempi cui si fa
riferimento.
PORTOCANNONE
- 19 maggio -
“CORSA DEI CARRI”
Gli
abanesi che giunsero nel XV-XVI secolo a Portocannone lo
fecero guidati dai buoi che trasportavano
l’effige della Madonna di Costantinopoli. In
ricordo di quella miracolosa migrazione, annualmente, in
paese viene organizzata, il 19 maggio, la corsa dei carri
trainati da buoi, la cui preparazione, soprattutto nella
cura dei buoi e dei cavalli, dura per un anno intero. Vi
partecipano due carri, con rispettivi cavalieri ed altri
aiutanti, quelli dei Giovani e dei Giovanotti, che
prendono il via dal vallone delle Canne per giungere, dopo
tre chilometri di percorso, in paese, dinanzi alla chiesa
dei SS.Pietro e Paolo.
LARINO
- 25/26/27 maggio -
“FESTA DI SAN PARDO”
La
festa di San Pardo rappresenta il trionfo dei carri, in
ricordo dell'appropriazione del corpo di San Pardo,
sepolto a Lucera, da parte dei larinesi, avvenuto il 26
maggio dell'842. La festività si protrae per tre giorni,
dal 25 al 27 maggio. Il primo giorno è dedicato a San
Primiano, la cui statua viene prelevata dal monte Arona e
condotta in paese con una emozionante fiaccolata. Il 26
sfilano i carri, addobbati con fiori , anche di carta, e
trainati da buoi. Davanti i più antichi, quelli a
"capanna", quindi i "trionfali". In
tutto un'ottantina. Chiude il corteo il carro con le
reliquie di San Pardo. La festività è chiusa il 27 con
il corteo di ritorno sul monte Arona, per deporre
nell'eremo la statua di San Primiano
CAMPOBASSO
- Maggio - “PACE
TRA CROCIATI E TRINITARI”
Nel
1587 due belligeranti fazioni di Campobasso, i Crociati ed
i Trinitari, divise dal censo ed unite dall'odio
reciproco, dopo vano sangue sparso ed azioni di infima
qualità, decisero di convenire ad una tranquillizzante
pace. Poco prima si era consumata la tragedia di due
giovani, Delicata Civerra e Fonzo Mastrangelo, che, pur se
di fazione diversa, si erano innamorati l'uno dell'altra.
Furono contrastati a tal punto dalle proprie famiglie che
mentre Fonzo era fuori città, al seguito dell'armata
cittadina, Delicata fu rinchiusa in una torre. Cosa che
poco dopo la condusse a morte. In qualche modo Fonzo fu
informato della malattia dell'amata e tornò a Campobasso.
Solo per vederla già nella bara. A Giugno a Campobasso,
la Pace del 1587 viene ricordata con una manifestazione in
costumi d'epoca, nell'area del centro storico,prima, e
nelle strade centrali della città, subito dopo.
CAMPOBASSO
- giugno -
“CORPUS DOMINI – SAGRA DEI MISTERI”
La
Sagra dei Misteri è la ricorrenza religiosa più
importante di Campobasso. Si tratta di una rivisitazione
di una tipica sacra rappresentazione medievale, resa
spettacolare con una serie di marchingegni creati nel
Settecento dallo geniale scultore campobassano Paolo
Saverio Di Zinno. La manifestazione viene annualmente
messa in scena in occasione della festa del Corpus Domini
con il corteo delle macchine in lega di acciaio del di
Zinno che, partendo dal centro storico, attraversa un buon
tratto della città, tra due ali di folla e con complessi
bandistici che occupano lo spazio tra una figurazione e
l'altra. I marchingegni, sostenuti a spalla da vari
portatori, riprendono figurativamente, con l'apporto di
bambini e cittadini di Campobasso, le storie di alcuni
santi e personaggi sacri, con accenni ai loro miracoli ed
alle loro origini (S. Isidoro, Maria Maddalena, S. Antonio
Abate, l'Immacolata Concezione, S. Leonardo, S. Rocco, S.
Michele, S. Nicola, S. Crispino, S. Gennaro, Abramo,
L'Assunzione, SS. Cuore di Gesù) . In occasione della
festività a Campobasso si svolge anche un'importante
fiera della durata di alcuni giorni.
ISERNIA
- 13 giugno -
“FESTA DI SANT ‘ANTONIO”
Il
13 Giugno, in occasione della festa di Sant'Antonio, gli
zingari di Isernia, che hanno eletto il Santo a loro
protettore, ne seguono la statua in processione con i
cavalli bardati con nastri colorati. Nel corso del corteo
i nomadi, vestiti molto elegantemente - le donne con vesti
orientalizzanti - lanciano, di continuo, fiori.
VASTOGIRARDI
- 1/2 luglio
- “VOLO
DELL’ANGELO”
Il
"Volo dell'Angelo" è l'appuntamento
tradizionale più conosciuto di Vastogirardi. Il 1 luglio
un bambino nelle vesti di un angelo viene legato ad una
carrucola che scorre lungo un traliccio che collega la
chiesa ed un'abitazione vicina. Dopo aver attraversato lo
spazio, va a distribuire doni alla gente. Questa
rappresentazione è di origine medievale.
JELSI
- 26 luglio - “FESTA
DI SANT’ANNA – LE TRAGLIE”
E’
un rituale che ormai si ripete dal 1805, quando Jelsi
poteva ritenersi baciata dalla fortuna o protetta
particolarmente da qualche Santo, visto il modo, quasi
indenne, in cui uscì dal disastroso terremoto, anche se
è conosciuta come sagra: "Le traglie" di Ielsi,
il 26 Luglio rappresentano un appuntamento di carattere
etnico, non solo regionale. Dai più la manifestazione è
ritenuta un rito di ringraziamento e di propiziazione per
un raccolto abbondante. Si tratta di una sfilata di carri
(le traglie) trainati da buoi o da mezzi meccanici che
seguono la statua di Sant'Anna. Sui carri sono ricomposte
scene di vita agreste, giochi acrobatici di pesci ed
animali, paesaggi ed altro. Il tutto con spighe di grano
artisticamente intrecciate tra di loro. Il corteo
attraversa l'intero paese. Al termine di esso, presso
l'aia di Sant'Anna, la manifestazione si divide nel sacro
e nel profano. Da un lato la benedizione del grano
trasportato dai carri, dall'altro la premiazione del carro
più originale.
TERMOLI
- 1-5 agosto
- “FESTA
DI SAN BASSO”
La
leggenda dice che due pescatori rinvennero in mare un
sarcofago che conteneva le reliquie di San Basso. Da quel
momento, che si perde nella notte del Medioevo, chiunque
sia legato al mondo che ruota intorno al mare, festeggia
San Basso nel modo più confacente: corteo di barche,
barconi e motoscafi, dietro la Statua del Santo.
Quest'ultima, a sera, torna a terra e viene deposta per
una notte nel mercato ittico della cittadina. I
festeggiamenti si protraggono per altri 4 giorni con
manifestazioni canore, mercati, sagre, eventi spettacolari
("incendio del castello", fuochi pirotecnici).
CASACALENDA
- agosto - “KALENARTE”
Il
centro storico di Casacalenda negli ultimi anni è
diventato, tra le altre cose, interessante laboratorio
artistico grazie alle varie edizioni di "Kalenarte"
un appuntamento annuale di arte internazionale che ha
portato nel piccolo centro artisti provenienti da tutto il
mondo. In modo particolare vanno segnalate le opere, che
restano in mostra permanente all'aperto, come frutto di
una ricerca artistica per l'integrazione tra scultura
moderna-architettura medievale e territorio, del
giapponese Hidetoshi Nagasawa e dell'artista greco Costas
Varotsos che ha operato in loco in un bosco nelle
immediate vicinanze del paese, in contrada Coste, dove ha
creato "Il Poeta" un'opera
in materiale pietroso. Il gigante si integra, sino
a perdersi in uno sfavillio di verde, tra gli alberi ad
alto fusto.
MONTERODUNI
- agosto - “EDDY
LANG JAZZ FESTIVAL”
All'interno
della suggestiva corte del Castello Pignatelli, viene
organizzato annualmente l'Eddy Lang Jazz Festival,in onore
di Salvatore Massaro, in arte Eddy Lang, grande jazzista
oriundo di Monteroduni. Il programma è dominato dai
grandi nomi internazionali del jazz
.
VASTOGIRARDI
- agosto - “CORSA
LONGA”
Al
bivio di Staffoli, sfruttando l’ampio pianoro, si
disputa la "Corsa longa": è una competizione
con cavalli lungo tracciati "impercorribili". Il
programma è annualmente completato da gare di abilità,
proprie dei rodei western. Come contorno, spettacoli
musicali stile country e
western, sagre gastronomiche ed esposizione di
oggetti, utensili ed arnesi vari propri del settore.
RIPALIMOSANI
- 11/13 agosto - “PALIO
DELLE CONTRADE”
Il
"palio delle contrade" è una corsa di cavalli
che si disputa nei pressi della Chiesa di Santa Maria
della Neve, nell'ambito della festività che si protrae
dall'11 al 13 Agosto. La partenza
della corsa che prevede le batterie eliminatorie
che portano in finale i cavalli da abbinare alle contrade
del paese, avviene su di una strada
sterrata a qualche
centinaio di metri dall'edificio sacro e si conclude a
pochi metri dal suo ingresso. Il cavallo vincente dovrà
rendere omaggio alla Madonna.
ROCCAMANDOLFI
- metà d’agosto - “FESTA
DEL PASTORE”
La
giornata del Pastore, è l'appuntamento che riempie di
pastori, gente comune ed espositori vari l'area di
Campitello di Roccamandolfi. Nell'arco della giornata è
possibile entrare in contatto con l'attività pastorale
nel senso proprio del termine e visitare varie esposizioni
attinenti al tema. Allo stesso modo c'è tempo per
degustare la carne di agnello alla brace e formaggi tipici
dell'area, con la musica folclorica che riempie la
vallata.
CAPRACOTTA
- metà d’agosto - “LA
PEZZATA”
A
metà agosto a Prato Gentile viene organizzata la
“Pezzata”. E’ la più idonea celebrazione del vivere
quotidiano dei pastori: su di uno spiazzo completamente
circondato da alberi ed alture, a 1600 metri di altezza,
viene arrostita sulla brace carne di agnello, da consumare
in caratteristiche ciotole di terracotta. Completano la
sagra gastronomica altre ricette pastorali, tra cui il
“boccone del pastore” costituito da
interiora d’agnello bollite.
AGNONE
- 24 dicembre - “LA
N’DOCCIATA”
Nella
serata della Vigilia di Natale il centro di Agnone è
percorso dalla "N'Docciata", un corteo
illuminato con enormi torce lignee trasportate a spalla da
portatori del paese, in costumi tradizionali. La
suggestiva fiaccolata, che comprende anche i "quadri
viventi della nativita", è preceduta da zampognari e
conclude il suo cammino in piazza Plebiscito, dove viene
acceso il falò. Le torce vengono preparate con anticipo,
secondo un'antica tradizione, nelle nove borgate della
cittadina. La manifestazione, decisamente spettacolare e
carica di significati simbolici, è stata negli ultimi
anni ospitata in piazza San Pietro a Roma, alla Presenza
del Papa, dinanzi ad una splendida cornice di folla.
ACQUAVIVA
COLLECROCE - dicembre - “LA
SMERCEKA”
La
SMERCEKA, una grossa torcia che ha per base un tronco
d’albero ed è costituita da materiale ligneo, viene
fissata sul sagrato della chiesa parrocchiale e accesa in
corrispondenza con l’inizio delle sacre funzioni
natalizie.
BAGNOLI
DEL TRIGNO - 24 dicembre - “LE
N’DOCCE”
Nella
notte di Natale sfilano per le strade del paese le
“n’docce” illuminando il percorso sino alla chiesa
madre. Si tratta di grosse torce, molto simili a quelle
che nello stesso giorno vengono portate in corteo ad
Agnone, che probabilmente, al di là di qualsiasi
significato simbolico, richiamano le abitudini dei
contadini locali costretti ad utilizzarle quando la luce
elettrica era ancora un’utopia, per spostarsi
agevolmente di notte. La sfilata odierna riproduce, con la
variante dell’accompagnamento alla Madonna e San
Giuseppe sul luogo dove di lì a poco nascerà Gesù, quel
che doveva accadere decenni fa, quando per la messa di
mezzanotte tutta la popolazione raggiungeva la chiesa.
ORATINO
- 24 dicembre - “LA
FAGLIA”
Nella
serata della Vigilia di Natale un'enorme torcia,
trasportata a spalle da innumerevoli portatori, solca le
strade del paese. Viene condotta sul sagrato della chiesa
madre e qui deposta in verticale. Quindi viene accesa.
Arderà per tutta la notte. All'alba e per tutta la
mattinata seguente, giorno di Natale, le sue ceneri
continueranno a "fumare". E’ il rituale della
"Faglia" le cui origini e significato si perdono
nella notte dei tempi. Gli studiosi, a tal proposito, sono
divisi.Da una parte si tende a riconoscervi l'ascendenza
da antichi riti fallici, dall'altra la semplice usanza da
parte di abitanti dell'agro a farsi luce, nelle buie notti
d'Inverno, per raggiungere il paese. Cosa che culminava
proprio nella notte di Natale quando dalle campagne
giungeva una vera e propria processione.
La"Faglia" (10 metri in altezza per un diametro
di due metri) è costituita da un enorme carico di canne
di fiume, ripulite, "insaccate" e tenute insieme
da cerchi di legno di frassino.Alla sua
"costruzione", che dura per intere settimane, si
dedicano giovani ed anziani.
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