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 Un pò di storia...

Com'è noto, l'olio di oliva italiano è reputato il migliore e si contraddistingue per una gamma ricca di sfumature, sapori, colori, profumi. Fin dall’inizio, l'ulivo e i suoi frutti sono stati presenti nella storia degli uomini, sia nei riti sacri che nella vita quotidiana. L'olio, infatti, veniva utilizzato non solo per arricchire gli alimenti ma anche per massaggi e nella cosmetica. Ancor oggi, all’alba del terzo millennio, esso costituisce un prodotto carico di misticismo e, soprattutto, un componente fondamentale della ormai famosa “dieta mediterranea”, di cui molti esperti attestano gli aspetti benefici per la salute. Gli oli di oliva presenti sul mercato, merceologicamente  si distinguono, in:  Olio extravergine di oliva; Olio vergine di oliva; Olio di oliva; Olio di sansa di oliva.

 L'olivicoltura molisana

Pur essendo una piccola regione, il Molise, grazie alla varietà di clima e di terreno, può vantare una produzione di olio con caratteristiche organolettiche diverse, in grado di soddisfare tutti i gusti. La produzione olivicola molisana, in particolare nelle zone di Venafro e Larino, è ampiamente documentata nella letteratura latina. La più antica citazione in merito risale agli inizi del II secolo a.C., a firma di Catone il Vecchio nel suo celebre “De agri cultura”, la più antica opera latina in prosa giunta per intero fino a noi. Il primo a piantare l’olivo nell’area Venafrana fu Licinio, dal quale le olive e l’olio presero il nome, rispettivamente, di “Liciniane” e “Liciniano”, in segno di riconoscenza al benemerito coltivatore. Oggi, gli olivicoltori molisani seguono rigorosamente le tecniche che consentono di garantire un olio extravergine di oliva di qualità superiore. Essi amano e rispettano la natura, conoscono le olive e l’olio che preparano con cura, garantendo sicurezza di genuinità, assenza di sofisticazioni ed estrema bontà. I frantoiani moliscono le olive in tempi brevissimi dalla raccolta evitando cosi l’insorgere di quei gravi difetti dell’olio che si manifestano con il prolungato stoccaggio delle stesse, come il riscaldo, l’avvinato e la muffa. Il piccolo Molise, in particolare, può contare su un’area olivetata di 13.750 ettari (anno di riferimento 2001) che rappresentano poco più dell’1% della superficie destinata alla coltura dell’olio nel nostro Paese. Negli ultimi anni, peraltro, si è riscontrato un aumento della superficie investita ad oliveto, a dimostrazione del rilancio di questa coltura. Gli oliveti molisani sono impiantati prevalentemente a ridosso della fascia litoranea e sulle colline preappeniniche, ma anche ad altezze considerevoli si possono incontrare oliveti. Nell’area collinare dell’antica Frentania, con epicentro a Larino, gli oliveti sono disposti ad un’altezza di 600 m., con un ambiente climatico ideale(1). Un sito basso-collinare, sempre ben soleggiato, con scarsa umidità, buona ventilazione, temperature non molto elevate d’estate, né eccessivamente rigide in inverno, garantisce oli eccezionali. Famosa è anche la zona Venafrana, già nota ed apprezzata due millenni fa, all’epoca del dominio di Roma. L’“Aurina di Venafro”, in particolare, nota anche con il sinonimo di “Liciniana”, è fra le varietà di olive più antiche. Essa è oggi diffusa in special modo nei territori del Venafrano, con propaggini di diffusione a Pozzilli e Sesto Campano, in un habitat particolarmente piacevole, con clima temperato.

 Le principali varietà di olivo in Molise

Quanto alle varietà di olivo dalle quali provengono gli extravergine locali, un’indagine recente ha evidenziato che, nella Regione Molise, sono presenti più di trenta cultivar, per la maggior parte autoctone(2). Tra quelle diffuse nella provincia di Campobasso, si segnalano(3), in particolare: la Gentile di Larino; la Rosciola di Rotello; la Cerasa di Montenero; l’Oliva Nera di Colletorto, mentre, tra quelle diffuse nella provincia di Isernia, si segnalano: l’Aurina; la Paesana Bianca; la Paesana Nera; la Rossuola.

Rosciola di Rotella Gentile Oliva nera di Colletorto

Aurina Paesana Rossuola

 L'olio molisano in cucina

Le varietà autoctone più rinomate in Regione sono sicuramente la Gentile di Larino e l’Aurina di Venafro. L’olio che deriva dalla Gentile di Larino, armonioso negli attributi di amaro e piccante, si caratterizza per il fruttato di oliva verde. Esso si abbina perfettamente ai piatti “forti” (ad. es. arrosti, bruschette, minestrone, zuppe, ecc.). Con l’Aurina di Venafro si produce, invece, un olio di color giallo aureo, con un fruttato delicato e armonioso, ideale per i piatti delicati (ad es. pesce lesso, zuppe di pesce, dolci) dei quali esalta i sapori senza coprirli con un gusto troppo deciso. In generale, gli oli extravergine molisani sono di qualità pregiata ed hanno caratteri organolettici che vanno dal “fruttato maturo ” al “fruttato verde”, dai riflessi dorati ai toni verdognoli. Sono, inoltre, di buona struttura ed hanno la tipica robustezza degli oli meridionali, ben prestandosi per l’impiego in cottura, come anche per le fritture. E’ d’obbligo, infine, segnalare, per le eccezionali caratteristiche chimiche-orgnaolettiche il “Prim’olio molisano”, ottenuto, nella prima decade di ottobre, dalle olive non ancora perfettamente mature, ossia nella fase del cambiamento di colore (invaiatura). Il Prim’olio, si caratterizza per la notevole dotazione di sostanze “benefiche” tra cui sicuramente da ricordare i “fenoli” (sostanze antiossidanti), che fanno dell’olio extravergine d’oliva  un alimento ricercato e decantato anche dai nutrizionisti per le sue proprietà salutistiche. Da non trascurare, nel Prim’olio, i suoi profumi  che ricordano il frutto da cui esso è stato estratto.


1 - "Le città dell'Olio" - Guida Touring, Milano, Touring Editore, 2001, p. 166 e ss.
2 - "L'Olio Vergine d'Oliva", a cura di Vito Sciancalepore, Urlico HOEPLI Editore, 2002, p. 195 e ss.
3 - "La Tavola Molisana dei Sapori", a cura di Giuseppe Mattia, Melina Tanno, Michele Tanno, pubblicazione di Unioncamere Molise, MOL.G.A.L. "Molise verso il 2000", Campobasso, 2001, p. 225 e ss.